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Migrazione sito: come prepararsi allo spostamento verso un nuovo host

migrazione sito - come prepararsi

Migrazione sito verso un nuovo host: come prepararsi

La migrazione di un sito web è il processo di trasferimento temporaneo o definitivo di un sito web da un luogo a un altro. Questo processo può assumere diverse forme e richiede attenzione, poiché se non eseguito correttamente può compromettere la posizione del sito nei motori di ricerca e la sua esperienza utente.

Le motivazioni per la migrazione di un sito possono essere molteplici, come la necessità di un rebranding, migliorare la velocità e la compatibilità mobile del sito o adattarlo a nuove strategie di marketing digitale.

Indice
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Migrazione sito: le diverse tipologie

La migrazione di un sito può avvenire in diversi modi e possono essere eseguiti singolarmente o contemporaneamente. È importante comprendere le varie implicazioni e le criticità specifiche di ciascun caso.

Prima del trasferimento del sito, è fondamentale eseguire una mappatura completa di tutti gli URL e delle risorse esistenti, analizzare la sitemap, individuare i link interni ed esterni e associare i vecchi indirizzi ai nuovi URL per impostare i redirect correttamente.

Migrare un sito web: cause

Migrare un sito web può avvenire per diversi motivi. Si può decidere di attuare una migrazione di un sito per il cambio di dominio o rebranding e il restyling grafico del sito. Altri tipi di migrazione, come quella degli URL o dell’architettura dei contenuti, possono essere più complessi e richiedere un maggiore lavoro di pianificazione e implementazione. Il trasferimento di server o l’hosting e l’indirizzo IP, infine, comportano un cambiamento dei parametri tecnici del sito e possono richiedere una particolare attenzione.

La migrazione più complessa dal punto di vista SEO è quella che coinvolge il trasferimento da un CMS a un altro. Migrare un sito, ad esempio, da WordPress a Joomla o viceversa, o da .asp a .php, richiede una pianificazione attenta. Il cambiamento radicale degli URL può causare numerosi errori 404 e la perdita di autorità del dominio a causa dell’interruzione dei backlink acquisiti nel tempo, oltre a un aumento del budget di scansione da parte di Google.

Come effettuare una migrazione di un sito in sicurezza

Per eseguire una migrazione CMS in modo sicuro è essenziale costruire un ponte tra i due CMS. Prima della migrazione è consigliabile eseguire il backup del vecchio database e delle regole .htaccess. È importante creare uno script che interroghi entrambi i database, eseguendo redirect 301 verso i nuovi URL. Questo processo richiede la collaborazione di programmatori esperti di entrambi i CMS e specialisti SEO che siano competenti nell’uso di .htaccess. Una verifica costante è cruciale per assicurare una transizione senza problemi.

Altri tipi di migrazione possono essere meno complessi, ma richiedono comunque precauzioni. Il cambio degli URL, ad esempio, all’interno dello stesso sito può essere necessario per migliorare la navigazione e l’esperienza utente. È consigliabile utilizzare regole di riscrittura e fare attenzione a mantenere gli URL leggeri e compatti.

Anche la migrazione del server può essere rischiosa. Il nuovo server potrebbe non essere all’altezza delle aspettative o potrebbero verificarsi problemi durante il cambio di DNS e IP, causando disservizi agli utenti e ai motori di ricerca.
Per eseguire una migrazione di server in sicurezza è consigliabile seguire alcune best practices. Queste includono il backup completo del sito, il test approfondito sul nuovo hosting, la scansione per individuare eventuali errori e il monitoraggio costante durante il processo di migrazione. Spostare l’IP del sito web dal pannello del gestore del DNS è un passaggio cruciale, che deve essere eseguito con cura per evitare lunghi periodi di inattività.

Anche una migrazione eseguita alla perfezione può avere conseguenze positive o negative. L’obiettivo è minimizzare i rischi e limitare gli eventuali danni.
La migrazione richiede tempo anche per le scansioni del motore di ricerca, quindi è normale registrare fluttuazioni di visibilità e posizionamenti nelle fasi iniziali dopo la migrazione, che si stabilizzeranno successivamente.

Google: difficoltà nelle migrazioni e nei cambi di URL

La migrazione di un sito web è un argomento complesso non solo per webmaster e specialisti, ma anche per i motori di ricerca che possono impiegare mesi per elaborare completamente i cambiamenti.

Modificare tutti gli URL di un sito per trasferirli su un nuovo dominio è una delle operazioni SEO più impegnative, spesso necessaria in seguito a cambi di dominio per fusioni aziendali, cambiamenti di brand o altre esigenze. I motori di ricerca memorizzano il loro indice per pagina, quindi cambiare l’URL implica dover inoltrare tutti i segnali, link e informazioni associate al nuovo URL per evitare la perdita di dati.

Per minimizzare i rischi e non commettere errori, Google offre una guida rapida per il processo di migrazione:

  • pianificare attentamente l’intervento, valutando i rischi e le possibili conseguenze in termini di ranking e tempi;
  • tenere traccia di tutti gli URL del sito vecchio e di quello nuovo per verificare le modifiche in seguito;
  • implementare correttamente i redirect 301 dai vecchi URL ai nuovi, e aggiornare tutte le menzioni interne al sito come link, moduli, dati strutturati, sitemap e file robots.txt;
  • verificare, tramite gli strumenti della Google Search Console, che tutte le pagine siano state reindirizzate in modo corretto.

Google può impiegare fino a diversi mesi per completare la migrazione di un sito, dando priorità agli URL più importanti. È consigliato , per questo motivo, mantenere i redirect attivi almeno per un anno dopo la migrazione.

Cambiare hosting: la guida ufficiale di Google

Google, a febbraio 2023, ha aggiornato la documentazione di supporto dedicata alle migrazioni SEO, concentrandosi sui cambiamenti di hosting e sulle tecniche per ridurre al minimo l’impatto sul rendimento del sito nella ricerca Google.
Le fasi ideali del processo di cambio hosting:

  • caricare i contenuti sui nuovi server o configurare la rete CDN e i server di origine, testando il funzionamento;
  • modificare le impostazioni DNS del nome di dominio per reindirizzare alla nuova infrastruttura;
  • verificare il traffico proveniente sia dal nuovo hosting sia da quello precedente:
  • assicurarsi che tutti gli utenti, incluso Googlebot, ricevano correttamente i contenuti dalla nuova infrastruttura.

Suggerimenti per modificare correttamente hosting

Prima di iniziare lo spostamento, caricare una copia del sito sul nuovo provider host e testare che funzioni correttamente. Creare un ambiente di test con accesso limitato a IP specifici per verificare il funzionamento del sito. Consentire, successivamente, test pubblici con un nome host temporaneo, aggiungendo la regola noindex per evitare l’indicizzazione accidentale.

Ridurre, inoltre, il valore TTL per i record DNS una settimana prima dello spostamento per velocizzare la propagazione delle nuove impostazioni.
Controllare, infine, che la verifica del sito in Search Console sia ancora valida dopo lo spostamento dell’hosting, aggiornando i metodi di verifica scelti nel nuovo sito.

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