YouTube: ora devi contrassegnare i tuoi contenuti AI

YouTube - contrassegnare i contenuti generati con AI

YouTube costringe i creatori a etichettare i video generati con Intelligenza Artificiale

I software di AI generativa ormai sono usati da diversi creator e YouTube pensa sia arrivato il momento di mettere dei paletti. D’ora in poi chiunque faccia uso di questi tool per realizzare i propri video sarà tenuto a dichiararlo in modo esplicito.

Si tratta di una regola stabilita per evitare che chi visualizza contenuti sulla piattaforma finisca con il ritenere reali video e shorts realizzati con l’aiuto delle AI. L’obbligo è entrato in vigore il 18 marzo 2024 e vale per tutti i contenuti ritenuti “realistici”, ovvero che possono ingannare sulla natura di ciò che si vede per quanto appare tangibile.

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YouTube e il nuovo approccio ai contenuti AI

La nuova politica della piattaforma, come accennato, è dovuta alla necessità di evitare che gli utenti confondano un contenuto alterato o creato virtualmente da uno reale.
Precisare di essere ricorsi a un aiuto da parte dell’intelligenza artificiale però non vale per tutti i contenuti ma solo per quelli che possono ingannare sulla loro veridicità. Mettiamo per esempio che si sia riprodotto un ambiente naturale o un evento mai accaduto.

Lo stesso vale per i video condivisi su YouTube dove si utilizza una voce riprodotta con l’AI perché una celebrità faccia delle false dichiarazioni, anche con intento ironico.
Se invece si tratta di contenuti che sono chiaramente realizzati al PC non c’è bisogno di precisare che si è fatto uso delle AI generative. Il fine della nuova politica è quello di evitare che si stravolgano i fatti reali generando tensioni e diffondendo false informazioni.

In caso i creator non rispettino questa regola il rischio a cui andranno incontro non è solo quello di veder rimuovere i propri contenuti ma anche l’espulsione dal programma dei partner del sito. Alcuni video potrebbero rischiare la rimozione anche se l’uso di AI è stato dichiarato in caso mostrino scene che possono avere un forte impatto sugli utenti. Questo vale ad esempio per i contenuti violenti, anche se falsi.

Con i vari deepfake incentrati sul conflitto israelo-palestinese si tratta di una misura necessaria a combattere la disinformazione e la diffusione di fake news

Le nuove linee guida 

Vediamo più nel dettaglio quali sono le nuove regole da seguire su YouTube:

  • Piena trasparenza sull’utilizzo delle AI all’interno dei propri contenuti nel momento in cui li caricano sul proprio canale. In questo modo gli utenti risultano pienamente informati riguardo alla natura di ciò che stanno per guardare.
  • Implementazione delle regole sulla privacy. I contenuti generati con l’intelligenza artificiale non possono avere al loro interno figure pubbliche o celebrità riconoscibili. Per capirne la ragione basta pensare ai deepfake per adulti dove la cantante Taylor Swift è stata usata come modello per creare contenuti a sfondo sessuale. Lo stesso vale anche per la loro voce, che non può essere riprodotta.
 
  • Nuovi criteri per valutare la rimozione di un video. Le richieste per togliere un video da YouTube saranno vagliate in modo più attento e accurato, valutandone il contenuto secondo più criteri. Tra gli altri quanto un personaggio noto può essere riconoscibile, il tema illustrato nel video e lìa visibilità pubblica del creator.
 
  • Maggiore responsabilità nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il sito punta a spingere chi possiede un account come creator ad avere un approccio più etico relativamente alle AI. In questo modo gli utenti possono essere sicuri della veridicità di ciò che stanno guardando e avere maggiore fiducia verso gli youtuber.
 
  • Invitare a trattare con attenzione i temi di interesse pubblico. Argomenti come le campagne elettorali, la cura della salute pubblica e la vita privata delle celebrità richiedono professionalità e onestà da parte di tutti.
 

Le eccezioni previste da YouTube

Le nuove linee guida tengono conto di quanto i nuovi strumenti siano utili al lavoro dei creator e ci sono più ambiti in cui non è necessario precisare di aver usato le AI. Un esempio sono i sottotitoli automatici sotto i video, che rendono possibile l’accesso ai contenuti dei video a un pubblico più ampio, allargando la platea a livello globale. In Tal caso non si tratta di alterare la realtà dei contenuti ma solo di renderla fruibile.

Se l’AI si utilizza per applicare dei filtri ai video pubblicati su YouTube non è per forza necessario segnalarlo. Ad esempio un influencer può fare uso del beauty filter senza problemi o limitazioni di qualche tipo. In caso invece i programmi di intelligenza artificiale portino a modificare in modo pesante i tratti del viso e dell’aspetto di una persona o di una località è obbligatorio indicarlo. 

Sono ammessi i ritocchi per migliorare l’estetica delle immagini mostrate nel video, ad esempio apportando qualche modifica a livello del colore o della luminosità dell’immagine. In fondo si tratta di un’abitudine per chi lavora attraverso i social e che può servire a limitare una leggera deformazione come lo schiacciamento dell’immagine provocata dalla qualità della ripresa. 

Lo stesso vale se si vogliono inserire delle animazioni per rendere i propri contenuti più accattivanti. Mettiamo che si voglia dare all’immagine di un personaggio che si è disegnato, che è il caso più comune. Dato che i disegni animati sono chiaramente non realistici infatti non si ricade all’interno dei contenuti fuorvianti definiti in precedenza. 

Un’opportunità, non un limite 

Il punto è raggiungere un equilibrio fra innovazione e responsabilità. La piattaforma riconosce il contributo che le AI danno all’attività dei creator che hanno modo di realizzare più materiale o migliorare la qualità del proprio lavoro. Dato che ottengono dei guadagni dai contenuti che condividono su YouTube sono tenuti a evitare di creare controversie o di esporre personaggi di rilievo.

Per i partner che lavorano nel campo musicale la piattaforma permetterà di chiedere la rimozione dei contenuti che imitano il loro timbro vocale. Vale sia per il canto che per i brani rap, anche per gli artisti che hanno preso parte agli esperimenti di YouTube sull’AI generativa prestando la propria voce. 

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