Ricerca Google evoluta: dati strutturati per risultati migliori

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Ricerca Google evoluta: dati strutturati per risultati migliori

Gli structured data o meglio dati strutturati come si dice in italiano sono informazioni aggiuntive che si inseriscono nel codice HTML di una pagina. Si dicono strutturate perché organizzate allo scopo di aiutare i motori di ricerca a capire l’ambito della pagina o del sito web. Tornano molto utili non solo per Google ma anche per altri search engine come Safari o Bing

La definizione che Google dà degli structured data è che si tratti di “un formato standard per fornire informazioni su una pagina per classificarne il contenuto“. A leggere i dati sono gli algoritmi di ricerca che li sfruttano come indizi per analizzare le pagine web. 

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Perché utilizzare i dati strutturati sul proprio sito 

Quando una pagina fa uso di questo strumento il modo in cui comparirà fra i risultati della ricerca web sarà più coinvolgente e accattivante per gli utenti. L’algoritmo di Google infatti li usa per abilitare funzionalità prima precluse come ad esempio permettere alla pagina si apparire come risultato grafico. Ad esempio una ricetta potrebbe apparire con l’anteprima del video incorporato.

Per sapere che effetto avranno i dati strutturati è possibile fare il test dei risultati avanzati prima di pubblicare le pagine con questa modifiche. In questo modo sarà possibile vedere il risultato in anteprima e poter correggere eventuali errori rilevati dal test. Se ce ne sono compare un avviso per visualizzare i dettagli dell’errore di codice tra cui la sua posizione.  

Introdurre questi dati nel codice HTML inoltre semplifica il processo di indicizzazione di un sito web o delle sue pagine. La ragione è che questi forniscono informazioni ulteriori sui suoi contenuti e l’algoritmo di Google riesce a comprendere meglio settore e argomento. Anche per gli utenti questo porta dei vantaggi perché le pagine che fanno uso di questo strumento consentono loro di avere risultati più pertinenti. 

Per contrastare i competitor, soprattutto quelli che ne fanno già uso, è conveniente valutare di approfondire al più presto come introdurli. L’aspetto e la posizione del proprio sito nella SERP sono cruciali per un brand che punta ad emergere. 

Le differenze rispetto alle informazioni non strutturate 

Alcuni esempi di dati strutturati possono essere il nome del prodotto se si tratta di una scheda informativa, le immagini e le recensioni. Per comprendere meglio cosa siano però bisogna innanzitutto distinguerli da tutti i dati informatici che invece rientrano nella categoria dei “non strutturati” ovvero non organizzati. Questo almeno considerando cosa gli algoritmi intendano per organizzazione. 

Gli structured data infatti sono soo quelli che seguono lo Structured Query Language (SQL) che risale ancora al 1974. Allora si parlava di dati quantitativi mentre le informazioni non strutturate erano definite dati qualitativi. Questi non vengono scritti secondo un modello predefinito e sono gestiti diversamente da Google. 

Esiste anche una categoria di mezzo che consiste nei dati semi-strutturati che pur non seguendo un modello come quelli  strutturati sono letti più facilmente dagli algoritmi rispetto a quelli che non hanno alcuna organizzazione. Un esempio concreto sono i file compilati con sintassi XML. Non ci sono limiti strutturali al loro inserimento ma c’è comunque una logica di organizzazione. 

Tra i dati non strutturati rientrano per esempio i testi scritti nel linguaggio normale, comprensibili a chi li legge ma non agli algoritmi. Quelli strutturati sono contenuti all’interno di appositi database in modo da essere catalogati senza errori. 

Dati strutturati e funzionalità per i rich results

A seconda della tipologia di structured data che si inseriscono sulle pagine del proprio sito web i risultati saranno diversi. Vediamo alcuni esempi:

  • Per articoli (Article, NewsArticle…). Si tratta dei dati adatti a blog di informazione e permette che nella SERP sia messo in evidenza il titolo dell’articolo oltre che la data di pubblicazione e l’immagine in evidenza.
  • Dati strutturati per azioni relative ai libri (Book). La funzionalità che abilitano consente agli utenti di poter procedere all’acquisto o alla prenotazione del volume di interesse direttamente dalla pagina dei risultati di ricerca. Per ottenerle nel codice HTML serve inserire “ReadAction” per comprare il libro o “BorrowAction” per prenderlo in prestito.
  •  Per elenco di corsi (Course). In questo caso gli structured data rendono più facile trovare i percorsi di formazione agli aspiranti studenti. Serve fornire il nome del corso, il brand o il formatore che lo eroga e una breve panoramica sui contenuti che tratterà. 
  •  Per i set di dati. Avere degli standard di metadati da inserire consente ai settori della ricerca scientifica e biomedica di reperire con maggiore facilità i set di informazioni di cui hanno bisogno. Nel codice si può inserire DataSet, DataCatalog o DataDownload).
 

Come utilizzarli nel modo più migliore

Le funzionalità e le tipologie di dati strutturati appena viste tornano più o meno utili a seconda del tipo di sito web e della tematica che tratta. Ce ne sono però molte altre e per lo stesso portale se ne possono utilizzare più di una, basta sapere come muoversi. Per esempio per i siti ecommerce si può usare la funzionalità ReadAction oltre a “Domande frequenti” (FAQ).
 
Per la corretta marcatura di questi dati c’è uno schema molto rigido commettere errori minimi come una lettera minuscola anziché maiuscola può impedire di classificarli. Ancora peggio però può risultare scriverli correttamente ma non scegliere dati rappresentativi del contenuto che possono sviare gli utenti. Questo infatti andrebbe contro la finalità della loro introduzione e risulta molto grave. 
 
Google precisa anche che usare i dati strutturati per una sola delle categorie presenti nella pagina o nel sito web va contro le sue linee guida. Più si è precisi e dettagliati meglio sarà a livello di risultati per dirlo in parole povere. Nel caso delle marcature per le recensioni di prodotti o servizi inoltre non sono ammesse quelle scritte dal sito stesso o dal fornitore indicato. 
 
Per fare un confronto fra una pagina che abbia previsto gli structured data e un’altra che invece ne ha fatto a meno si può eseguire un test prima e dopo la loro introduzione. Un’idea più chiara la può dare un report su un periodo piuttosto che una prova eseguita una volta sola.
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