Reputazione online: come gestirla e perché è conta per l’attività

Reputazione online come gestirla e perche conta

Reputazione online: come gestirla e perché è conta per l'attività

La reputazione online è un ad oggi importante tanto quanto quella offline. L’utente medio infatti trascorre all’incirca sette ore a computer. È diventato quindi necessario adottare con consapevolezza un comportamento generale da utilizzare in rete.

La percezione che gli altri hanno del nostro brand sul web è fondamentale. Ed è la somma delle informazioni condivise dall’azienda e delle opinioni di terze parti. Questi ultimi commenti possono risultare anche più importanti di quelli veicolati dai canali ufficiali per la brand reputation. 

Analizziamo al meglio la situazione insieme!

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Che cos’è la reputazione online

La reputazione online di un brand, un’azienda o un professionista é.

  • identità: ciò che rende il singolo unico;
  • posizionamento: dove ci si colloca sul mercato;
  • percezione: immagine fornita di sé stessi che gli altri effettivamente colgono. 

L’identità online è comunicata dai canali con i quali ci interfacciamo con l’esterno. E quindi siti web, profili social media, blog e così via. Tramite questi mezzi facciamo capire chi siamo, cosa facciamo e come. Affidiamo dunque agli account sulle varie piattaforme il compito di veicolare il messaggio che intendiamo trasmettere. 

La reputazione online è quindi una modalità amplificata di diffusione dinamica del nostro brand. È dunque necessario:

  • selezionare strategicamente i canali ed utilizzarli in modo coerente tra loro;
  • rivolgerci ad target specifico;
  • utilizzare un determinato linguaggio.

 

A doversi preoccupare della propria reputazione online sono:

  • aziende: il termine reputazione è infatti una voce che sempre più frequentemente compare nei piani aziendali di gestione del rischio. Il rischio reputazionale ha un peso rilevante nella valutazione dei danni operativi ed economici di una società. 
  • liberi professionisti: è necessario avere cura del rapporto con il pubblico. Un’attenzione particolare meritano i siti web dove i clienti possono lasciare recensioni;
  • privati: molti datori di lavoro cercano sui social i candidati a una posizione per valutarne la reputazione online. Fare dunque attenzione ai contenuti che si pubblicano e alle impostazioni di privacy.

La valorizzazione del singolo brand nel 2023

Le aziende con una buona reputazione online sul mercato hanno più possibilità di attirare i migliori talenti sullo scenario lavorativo. Nello specifico, prima di inviare la propria candidatura i potenziali lavoratori effettuano delle ricerche mirate sul datore di lavoro. La sua reputazione del è infatti decisiva. 

L’employer branding è un’attività di marketing che considera il luogo del lavoro come un brand e vuole valorizzarne identità aziendale e reputazione online. Ha come intento quello di:

  • rappresentare il modo in cui l’azienda si vende ai potenziali dipendenti;
  • per attrarre e mantenere nel tempo le risorse umane;
  • migliorare la reputazione online dell’azienda.
  • applicare le tecniche di marketing e del brand management alla gestione delle risorse umane;
  • mostrare l’azienda come la migliore a cui aspirare nell’ambito lavorativo.

Infatti se i dipendenti sono soddisfatti è più facile fidelizzarli all’impiego e a pubblicizzare in modo positivo la propria realtà lavorativa. Inoltre una buona attività di employer branding ha un effetto positivo sui ricavi complessivi.

In passato, la motivazione al lavoro era basata unicamente sull’ accettazione da parte dei dipendenti. Ad oggi di certo non è più così.

Per mantenere un ambiente di lavoro motivante e coinvolgente è inoltre necessario tener conto delle diverse generazioni compresenti. Per ciascuna di esse i paradigmi che descrivono importanti aspetti della vita sono differenti.

Errori nella gestione della reputazione online

Esistono alcune macrocategorie di errori che si ripetono di frequente presso le aziende:
  • non curare la reputazione online: la reputazione non va soltanto creata. Deve anche essere mantenuta perché può cambiare in tempistiche molto rapide;
  • sottovalutare il valore della coerenza: riconoscibilità e costanza sono fondamentali. Un’azienda coerente si deve presentare allo stesso modo su tutte le piattaforme per farsi riconoscere e ricordare. E quindi nello stile comunicativo, nella pubblicazione di contenuti continuativo e così via;
  • scambiare le piattaforme aziendali per personali: nelle piccole realtà impresarie a volte accade che i dirigenti diano spazio alle proprie idee sul profilo aziendale. Il rischio di perdere credibilità e coerenza è però molto alto. Clienti o potenziali tali che non si riconoscono nelle opinioni espresse potrebbero infatti allontanarsi.
  • cancellare o ignorare le recensioni negative: fingere che un post negativo non esista può peggiorare la situazione. La reazione da parte dell’azienda dovrebbe infatti essere tempestiva ed utilizzare un tono cortese. La risposta, non serve tanto a salvaguardare il rapporto con il cliente in questione. Ma quello con tutti gli utenti che leggeranno in futuro;
  • pubblicare finte recensioni positive: ad oggi alcune aziende comprano pacchetti di review positive per alzare le proprie valutazioni. La pratica, oltre a essere illegale, è oggi facilmente smascherabile. Inoltre, la maggior parte delle piattaforme presenta una policy contro le recensioni fake, volta a penalizzare chi non la rispetta.
Affinché la reputazione online sia gestita al meglio è indicato avere almeno una risorsa dedicata a questo compito. Ad oggi infatti anche solo un’opinione negativa possono minare significativamente la reputazione online di un’azienda.
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