Pogo Sticking e la SEO: guida completa alla soluzione

Pogo Sticking

Pogo Sticking: guida completa alla soluzione in ottica SEO

Il pogo sticking è il comportamento degli utenti che navigano tra più siti posizionati in SERP fino a quando non trovano il contenuto cercato.

Questo fenomeno, abbastanza usuale, può essere un problema SEO da affrontare. È infatti indice di contenuti poco pertinenti ed interessanti.

Analizziamo il pogo sticking al meglio insieme!

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Pogo Sticking: di che cosa si tratta

Molte volte il comportamento sul web degli utenti quando navigano è il seguente:

  • aprire il motore di ricerca;
  • selezionare una query;
  • osservare la SERP;
  • cliccare su uno dei risultati;
  • essere insoddisfatti delle informazioni trovate nella pagina di destinazione, tornare indietro alla pagina dei risultati;
  • scegliere altri risultati e così via.

Questo procedimento prende il nome di pogo sticking. Indica il comportamento di un utente che saltella tra più siti alla ricerca di un contenuto esaustivo e pertinente alla ricerca.

In linea generale il pogo sticking si verifica quando l’utente torna indietro ai risultati di ricerca entro i primi cinque secondi dalla visualizzazione della pagina.

In termini SEO, significa quindi che la pagina di un sito è stata ben posizionata su Google ma genera traffico di scarsa qualità.

È quindi sintomo dell’insoddisfazione immediata nei risultati della ricerca da parte dell’utente. Uno degli obiettivi principali di chi fa business online è di certo catturare e mantenere l’attenzione e creare coinvolgimento. Per fare ciò è necessario comprendere in che modo le persone interagiscono e con i contenuti proposti online ed orientare la strategia.

Un problema per utenti, professionisti e SEO

Il pogo sticking è un fenomeno che riguarda tutti, sia come utenti che come professionisti del marketing. Sia esprime un fastidio vissuto dagli utenti sia rappresenta un problema per i siti interessati e i motori di ricerca.

Comprendere come funziona e come evitarlo può fare la differenza tra un sito web di successo e uno che si perde nella vastità del web.

Il fenomeno avviene quando il contenuto del sito non ha soddisfatto  aspettative e esigenze. Tale comportamento, ove ripetuto da molti, segnala a Google che quel particolare sito potrebbe non essere rilevante o utile. E di conseguenza influenza negativamente il suo posizionamento nei risultati di ricerca.

Esistono vari motivi per cui gli utenti fanno pogo sticking. La pagina può infatti essere:

  • non pertinente alla query di ricerca;
  • complicata da usare;
  • contenuti scritti male;
  • di scarso interesse per il singolo.

Dal punto di vista SEO, inoltre, suggerisce che i contenuti non rispondono alla query di ricerca digitata né e alle informazioni necessaria.

Per un sito è quindi negativo perché non solo non sfrutta il posizionamento delle pagine ma favorisce anche un competitor, il sito sul quale si concluderà la ricerca utente.

Pogo sticking e ranking delle pagine

L’obiettivo di tutti i motori di ricerca è fornire risultati utili agli utenti, consentendo di raggiungere i contenuti richiesti al primo tentativo. Un comportamento diffuso di saltellamento tra le SERP e pagine posizionate comunica una generale insoddisfazione degli utenti rispetto ai risultati elaborati dagli algoritmi. E questo è sintomo di incomprensione della query o di assenza di pertinenza tra domanda e contenuto posizionato.

Per questo motivo, per Google il pogo sticking è un segnale rilevante. Testimonia che una determinata pagina, seppure ben posizionata per una determinata query, non sta lavorando bene.

Ad oggi Google non ha confermato ufficialmente se il pogo sticking sia un segnale di ranking diretto.  È comunque certo che questo fenomeno di rimbalzo non può essere ignorata completamente dagli algoritmi.

Se le pagine di un sito sono colpite da questo problema significa che di certo è necessario ottimizzare la strategia SEO.

Di base, i principali problemi che causano il pogo sticking sono contenuti scadenti e esperienza utente scadente. Un metodo per cercare di contrastare efficacemente il fenomeno è provare a fornire una risposta significativa che risolva il problema.

Cause e motivazioni

Tra le cause e motivazioni principali del pogo sticking troviamo:

  • contenuti non pertinenti alla query: può capitare che in SERP ci siano pagine che non rispondono pienamente al search intent e non offrono risposte utili;
  • utilizzo di tecniche di clickbait per aumentare i clic. Il clickbaiting è una bad practice che induce gli utenti a fare clic su link che non forniscono loro informazioni utili; 
  • contenuti obsoleti o vecchi: gli utenti preferiscono informazioni aggiornate: e al passo con le tendenze;
  • linguaggio errato nella grammatica e nell’ortografia che porta il pubblico ad uscire rapidamente dalla pagina;
  • contenuti pieni di spam;
  • problemi di leggibilità: ad esempio font troppo piccoli o scarsamente visibili;
  • eccesso di annunci fastidiosi;
  • mancata ottimizzazione per dispositivi mobili: atterrare su una pagina non mobile-friendly e dai contenuti non effettivamente fruibili è frustrante;
  • layout complicato e design confuso: disincentiva gli utenti a interagire con il sito;
  • caricamento lento della pagina: la velocità è un fattore di ranking e gli utenti si aspettano che una pagina venga caricata in 2 secondi o meno;
  • redirect frequenti: prolunga di molto il tempo di collegamento per gli utenti;
  • avvio di video in riproduzione automatica: mette in secondo piano l’obiettivo principale del sito web soprattutto ove non c’è possibilità di bloccare o spegnere la riproduzione.
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