Il mercato dei dispositivi ricondizionati: Swappie come punto di riferimento

Mercato dispositivi ricondizionati Swappie come punto riferimento

Il mercato dei dispositivi ricondizionati: Swappie come punto di riferimento

Il mercato dei dispositivi ricondizionati nasce dall’idea che spesso vengono buttati oggetti che potrebbero invece continuare a funzionare. È sufficiente infatti ripararli e garantire la loro qualità.

Scopriamo insieme questo mercato e la start-up più celebre in ambito!

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Swappie, la startup di dispositivi ricondizionati più celebre

Swappie, la compagnia finlandese fondata nel 2016 da Sami Marttinen e Jiri Heinonen, si occupa di riciclare iPhone.  È ad oggi la start up più celebre al mondo che vende iPhone ricondizionati e ne garantisce la qualità. In vetta alla graduatoria annuale del Financial Times, “Europe’s Fastest Growing Companies“, è in percentuale in  crescita del 477%.

L’azienda legata all’economia circolare è presente in ben 24 paesi in Europa, Italia compresa. Il numero di cliente si annovera a più di un milione ed è poco il punto di riferimento per i dispositivi ricondizionati. La valutazione si attesta intorno al miliardo di euro.

Il funzionamento è molto efficiente:

  • sistema di controllo dei dispositivi composto da 52 diversi passaggi che permette un quadro esatto della situazione;
  • cellulari vengono riparati e rivenduti con un anno di garanzia;
  • prezzi variabili in base alle condizioni (accettabile, buono, eccellente e così via).

I dispositivi ricondizionati fanno bene all’ambiente in quanto inquinano di meno. Se ad oggi rappresentano solo il 10% del mercato, sono in costante aumento in previsione del futuro. 

I cellulari attuali infatti si evolvono ormai poco dal punto di vista tecnologico. Le vendite non aumentano più come prima e i prezzi continuano a crescere. I motivi per comprarne uno nuovo sono sempre meno, meglio ottenerne uno di seconda mano.

Dispositivi ricondizionati: una scelta per il nostro pianeta 

L’84% delle emissioni di gas serra generate dagli smartphone sono legate alla fase della costruzione e distribuzione. Per un telefono è infatti necessario raccogliere e processare 200 chili di materiali rocciosi che contengono i metalli necessari. E solo il 17% degli smartphone gettati via viene riciclato. 

Un altro problema è dettato dai dispositivi che, dopo una tempistica relativamente breve, iniziano a funzionare male. Obbligano così al cambio, spesso tramutato in acquisto, del dispositivo con uno nuovo.  Infine, la progressiva eliminazione dell’espandibilità degli smartphone, ad esempio la scomparsa della porta per schede di memoria, mina ancor più la loro durata.

Nel 2021 in Francia è stato introdotto l’indice di riparabilità, parte di una strategia contro lo spreco e per sostenere l’economia circolare. Ad oggi l’Unione Europea vuole adottare tale metodo anche negli altri Paesi. In cosa consiste?  Un punteggio da uno a dieci indica quanto un singolo dispositivo sia facile da aggiustare. E possa di conseguenza svolgere la sua funzione a lungo senza la necessità di esser sostituito.

Si punta quindi a scardinare l’attuale sistema dove si produce per gettare dopo un uso sempre più breve. Una tendenza che gli stessi colossi della tecnologia come Apple e Google non possono ad oggi più ignorare.

Ecosostenibilità degli smartphone

Il successo di Swappie è dovuto a:

  • essere arrivata al momento giusto e poter contare su un mercato vasto e stabile. Prima gli smartphone cambiavano molto da un anno all’altro ed era più complicato ideare una struttura efficiente per il controllo e le riparazioni. Se anche in un breve futuro ci fosse un’evoluzione radicale ci vuole tempo prima che nuove tecnologie diventino di massa. E quindi lo spazio per i modelli di vecchia generazione resterebbe;
  • affidabilità e conseguente fiducia dei clienti;
  • filosofia di fondo: contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici e favorire un consumo più sostenibile.

Attualmente Swappie ha più di mille dipendenti. Lo scorso anno era invece a quota 400, l’anno prima a 200, mentre nel 2019 erano in 56. 

Per la startup di dispositivi ricondizionati, una crescita sostenibile vuol dire in primo luogo un ambiente di lavoro sano dove si cerca di valorizzare gli individui. Oltre agli iPhone e i modelli più costosi esiste un mercato. Per costruire la fiducia con i clienti è necessario esser certi di ciò che si vende e, per farlo concentrarsi su una singola tipologia. È infatti più facile costruire l’intera infrastruttura partendo da un’unica marca, dal controllo alla riparazione, all’automazione dei processi fino alla vendita.

Il futuro del mercato

Swappie si è a oggi riproposta sia di aprire store in altri Paesi, sia di anche altre tipologie di apparecchi al di là dei telefoni. 
 
E anche in Italia il mercato dei dispositivi ricondizionati, non è più scelta di pochi. Il settore dei ricondizionati sta crescendo in modo esponenziale. Oggi acquistare uno smartphone ricondizionato è una scelta a cui si affidano in molti. Un dato estremamente positivo, in quanto i consumatori risparmiano e allo stesso tempo si riduce l’impatto ambientale.
 
Diverse fonti attestano che da qui al 2024 il mercato varrà non meno di 65 miliardi e che entro il 2027 crescerà nell’ordine del 10,23%. Tra i fattori determinanti del successo dei ricondizionati:
  • aumento costante dei prezzi degli smartphone di ultima generazione;
  • coscienza green attenta all’ambiente;
  • prezzi ottimali e più economici (fino al70%).
Nell’effettivo troppe cose vengono buttate quando invece potrebbero continuare a funzionare una volta riparate.
Non c’è quindi da meravigliarsi se sono sempre di più le realtà che popolano questo settore e offrono ai consumatori un’alternativa alla classica telefonia.
 
E proprio per questo, oltre ai servizi di smartphone ricondizionati, ne sono nati diversi in altri campi. Segno che il consumo a tutti i costi dell’ultima novità sta passando di moda. 
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