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Cosa cambia per Influencer Marketing dopo il caso Ferragni

Influencer Marketing

Influencer Marketing dopo il caso Ferragni

AGCOM ha rilasciato nuove linee guida sull’attività di Influencer Marketing dopo il caso Ferragni, la turbolenza provocata dalle vicende legate alla pubblicità ingannevole dei pandori ‘Pink Christmas‘ firmati dalla nota influencer.

Analizziamo insieme quali sono le novità previste!

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Pandoro-gate: cosa è successo?

La nota influencer italiana Chiara Ferragni è stata accusata dall’Antitrust di pratica commerciale scorretta. Motivo per cui l’AGCOM ha deciso di modificare le direttive sull’Influencer Marketing.
 
La vicenda risale all’inverno 2022, epoca in cui venne messo in vendita un pandoro nato dalla collaborazione tra Ferragni-Balocco.
Il ricavato, pari a 50 mila euro, avrebbe dovuto contribuire a una donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino.
 
Il versamento era però nell’effettivo già stato fatto da Balocco mesi prima. Le società riconducibili a Ferragni hanno dunque incassato dall’iniziativa oltre 1 milione di euro, senza alcun versamento.
 
Per l’Antitrust la pratica scorretta si è articolata in più condotte, riassumibili in:
  • far credere ai consumatori che acquistando il “Pandoro Pink Christmas” al prezzo di oltre 9 euro, invece di 3,70€ del pandoro non griffato, avrebbero contribuito alla donazione. La stessa era però, come abbiamo visto poco fa, già stata effettuata dalla sola Balocco, in cifra fissa, mesi prima dell’iniziativa benefica;
  • diffondere false informazioni idonee ad avvalorare la tesi, non veritiera, che l’acquisto del prodotto avrebbe contribuito alla donazione pubblicizzata;
  • pubblicare post e stories sui canali social di Ferragni in cui si dichiarava che,  tramite l’acquisto del pandoro, si contribuiva alla donazione;
  • far credere al pubblico che Ferragni stessa partecipasse direttamente alla donazione, circostanza falsa.
 

Influencer Marketing: cosa cambia con le nuove linee guida AGCOM

Le linee guida di AGCOM prevedono che gli influencer, da oggi considerati alla stregua di editori, si adeguino al Testo Unico sui Servizi di Media audiovisivi.
 
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato le disposizioni in data 16 gennaio, imponendo nuovi obblighi per questa categoria di professionisti.
Le linee guida, dopo un’attenta analisi dei contributi pervenuti nell’ambito della consultazione pubblica, chiariscono con precisione l’ambito soggettivo di applicazione delle norme.
 
Ad oggi, sono ancora da definire i contorni delle nuove regole e l’adeguarsi non ha effetto immediato. Il motivo è molto semplice. Gli influencer non sono i naturali destinatari del Testo unico ed è quindi necessario adattare la normativa esistente a queste figure.
 
Al momento è certo che le linee guida non verranno applicate a tutti gli influencer, ma solo a quelli che integrano tutti i requisiti previsti, come vedremo meglio in seguito.
 
Definire chi è influencer non è di certo un compito semplice. Questa figura, infatti, non è ancora chiaramente definita e riconosciuta.
Vari soggetti che svolgono diverse attività sono ritenuti parte di questo insieme, tra cui principalmente:
  • vlogger
  • celebrities
  • streamer
  • brand ambassador
  • creator
  • uploader
  • talent
 
Il fenomeno dell’influencer marketing è in continua evoluzione e, per questo motivo, l’autorità si riserva di rivedere la definizione. 
 

Influencer Marketing: cosa prevede il Testo Unico sui Servizi di Media audiovisivi

I requisiti previsti dalle linee guida per identificare gli influencer a cui si applica la normativa sono di doppia natura:

  • qualitativa: scopo principale del servizio è fornire contenuti che generino reddito grazie ad accordi o commerciali tramite brand o di monetizzazione previsti dalle piattaforme. I contenuti devono essere diretti esplicitamente ad utenti italiani, essere accessibili al grande pubblico e raggiungere un numero significativo di utenti. L’influencer deve infine avere un legame effettivo, stabile e verificabile con il controllo editoriale sui contenuti e con l’economia del Paese;
  • quantitativa: si distinguono due categorie di influencer.
    I primi sono i professionali. Per essere definiti tali devono avere almeno un milione di follower, pubblicare almeno 24 contenuti in un anno e avere un engagement almeno del 2%. Tutti gli altri vengono invece definiti amatoriali. Ad essi viene comunque imposto le legittimità di intervenire a tutela dei diritti fondamentali, minori e consumatori.

A livello generale, il Testo Unico sui Servizi di Media audiovisivi prevede per gli influencer di maggiori dimensioni la tutela di:

  • pluralismo;
  • libertà di espressione;
  • veridicità delle informazioni trasmesse;
  • diritto d’autore;
  • diritti fondamentali della persona, e dei minori;
  • previsioni in materia di comunicazione commerciale corretta e trasparente divieto di pubblicità occulta e subliminale;
  • limiti alla pubblicità di alcuni prodotti, tra cui alcolici, medicinali e prodotti da fumo.

Cosa fa a livello pratico un influencer

Un influencer è una figura di riferimento per i suoi follower che ha potere di influenzare le decisioni d’acquisto delle persone.
 
A livello concreto è:
  • popolare sul web grazie a canali quali Instagram o TikTok sul quale ha creato un profilo personale;
  • seguita da un alto numero di persone chiamati follower
  • riconosciuta come esperta in un determinato settore. Tra i più gettonati ad esempio moda, lifestyle, viaggi, sport, cucina, abbigliamento, etc.
 
Per rendere l’attività dell’influencer remunerativa è necessario:
  • cercare di guadagnare attraverso post sponsorizzati, affiliazioni e vendita di spazi pubblicitari;
  • pianificare e postare contenuti con costanza. Proporre in modo regolare i post attira e mantiene alta l’attenzione dei follower;
  • creare con cura contenuti e ottimizzare qualità audio/video per avere un coinvolgimento superiore;
  • collaborare con brand: attraverso essi si ottiene forte pubblicità, alto guadagno in visibilità e ricavi da potenziali aumenti delle vendite.
 
Di certo l’incremento dell’utilizzo dei social media ha permesso agli influencer di affermarsi sempre di più. Corretto, dunque, agire di modo che se ne regolamenti la professione.
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