I migliori CMS per siti web: guida pratica per fare la scelta giusta

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CMS per siti web: guida pratica per fare la scelta giusta

L’acronimo CMS sta per Content Management System, ovvero un tipo di software con la funzione di creare, modificare e organizzare i contenuti di un sito web. La loro comodità risiede nel fatto che sono molto semplici da utilizzare e non richiedono di possedere conoscenze avanzate di programmazione.

Utilizzarne uno consente quindi a chiunque di progettare e gestire una pagina, aggiungendo contenuti di tutti i formati (testo, immagini, video o audio). La maggior parte di questi software integra già anche la possibilità di ottimizzare i siti web per il formato mobile, in modo da garantire una buona esperienza utente su ogni dispositivo.

 

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Quali funzionalità mettono a disposizione i CMS?

Ogni Content Management System si compone di due parti, ossia la CMA (applicazione per la gestione dei contenuti) e la CDA (applicazione per la distribuzione dei contenuti del sito). All’interno della prima si carica tutto ciò che si intende mostrare nel sito, mentre la seconda è quella che organizza il layout del sito che potranno vedere gli utenti. Le modifiche si apportano sempre nell’interfaccia della CMA, celata ai visitatori esterni.

L’elemento principale che mettono a disposizione i CMS infatti è proprio l’editor dei contenuti, pensato in modo da essere intuitivo e di mostrare le modifiche in simultanea con il loro inserimento. In questo modo chi progetta il sito è sicuro del risultato che otterrà man mano che procede. Il suo utilizzo prevede in gran parte la dinamica drag and drop.

All’interno del software sono già inclusi diversi template predefiniti per modificare l’aspetto grafico del proprio sito web, senza dover utilizzare il codice di programmazione. Se per esempio ci sono redattori r che lavorano sullo stesso sito questi strumenti permettono di gestire le modifiche che apportano secondo una precisa gerarchia di permessi. In questo modo non potranno toccare i contenuti di competenza degli altri. 

Con le giuste estensioni inoltre questi software possono essere utilizzati per costruire ex novo delle  piattaforme di e-commerce. In più molti includono la possibilità di svolgere analisi relative al traffico utenti sul sito, utili per ottimizzarne alcuni aspetti.

La risorsa open source per eccellenza, WordPress

Tra i CMS più utilizzati sul web non si può non nominare quello che risulta utilizzato dal 43% dei siti online, WordPress. Lanciato nel 2003 è stato via via implementato e aggiornato fino alla versione attuale, la 6.1. Fra i clienti si possono contare blogger alle prime armi, piccole imprese ma anche grandi compagnie, data la sua versatilità.

WordPress si può estendere con migliaia di plugin anche nella sua versione gratuita, permette di creare pagine illimitate sul proprio sito e integra la gestione della Newsletter. Anche la sicurezza del proprio portale è assicurata dal filtro antispam Akismet, integrato nel software e prodotto dalla stessa società che gestisce questo CMS. La prima versione è stata rilasciata nel 2005.

Di WordPress esistono anche una versione “Personale” e una “Premium“, che costano rispettivamente 4 e 8 euro mensili. Entrambe includono il dominio per il sito web in forma gratuita per il primo anno di utilizzo e DNS molto rapido. Per la versione Personale la commissione sui pagamenti scende dal 10% all’8%, mentre per quella Premium ammonta solo al 4%.

Per le imprese più grandi altrimenti WordPress offre le soluzioni “Business” e “Commerce“, più costose (rispettivamente 25 euro e 45 euro al mese). La versione Commerce come suggerisce il nome è quella adatta a progettare un negozio online, con la possibilità di vendere in più di 60 paesi.

Il secondo CMS più usato: Shopify 

Dietro a WordPress c’è un altro software di successo in quanto perfetto per costruire piattaforme e-commerce, anche se meno versatile. Si tratta di Shopify, sviluppato da una società canadese che ha sede a Ottawa. Tra i brand più noti che hanno optato per questa soluzione si possono citare ClioMakeUp e Huel (un marchio famoso di integratori alimentari).

Su Shopify sono presenti diversi modelli da personalizzare per progettare il proprio store online ottimizzando i tempi. Per chi volesse iniziare a presentare i propri prodotti online è possibile ottenere un periodo di prova a un euro al mese per la durata di 90 giorni. Ma oltre a poter vendere su diversi canali ci sono diverse altre funzionalità previste da questo CMS. 

Si può infatti gestire i pagamenti, le scorte e le spedizioni degli articoli messi in vendita. Inoltre il software è basato su cloud dando la possibilità di poter gestire i propri affari da qualsiasi dispositivo. Se non si è al PC basta avere dietro lo smartphone per controllare l’andamento degli acquisti sulla propria piattaforma. Per i primi tre giorni non serve neppure fornire i dati della carta di credito come forma di tutela della privacy. 

Per chi fosse alle prime armi ci sono a disposizione gli esperti Shopify per aiutare nel design del proprio sito e-commerce. Mettersi in contatto con uno di loro non è complesso se si va sulla piattaforma Shopify Experts Marketplace, dove molti freelancer si mettono a disposizione. Al momento questa soluzione è usata dal 3,8% dei siti.

Al terzo posto c’è Wix, un progetto nato in Israele

A livello globale il CMS più usato dopo WordPress e Shopify è Wix, creato da una società che ha sede a Tel Aviv e lanciato nel 2006. Comprende ben 500 template tra cui scegliere per elaborare un blog o un sito ed ottimizza tutto anche per la visualizzazione da mobile. In più per un anno si ottiene un dominio gratuito personalizzato per il proprio brand o attività.

Usare Wix è molto facile poiché la sua interfaccia permette di inserire i contenuti semplicemente usando il drag and drop. Per l’ottimizzazione del posizionamento del proprio blog o sito il software presenta integrati gli strumenti per la SEO.

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