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Google rinnova Bard con Gemini

Gemini - Google rinnova Bard con la nuova IA Gemini

Gemini: il nuovo modello AI di Google

Da settimane, Google ha deciso di dare un nuovo nome al servizio di AI noto come Bard. Lo scorso febbraio, infatti, l’AI di Google ha preso il nome di Gemini.

Non si tratta solamente di un semplice cambio di nome, perché Gemini aspira a portare una ventata di novità al prodotto. “Gemini” riflette infatti l’avanzatissima tecnologia utilizzata dall’Intelligenza Artificiale di casa Google.

Questo rinnovo porterà quindi delle innovazioni. Scopriamo cosa cambia tra Bard e Gemini e quali sono le nuove introduzioni che riguardano l’AI di Google.

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Gemini: un unico nome per diversi utilizzi

La strategia adottata da Google è molto diversa da quella del concorrente Microsoft.

Infatti, Microsoft utilizza come modello linguistico il GPT-4, ossia il modello di ChatGPT. Tale modello è sfruttato sia per il Copilot di Windows, sia per sfruttare l’Intelligenza Artificiale sul motore di ricerca Bing.

Ne consegue che gli utenti Microsoft conoscono con tre nomi diversi tre funzionalità che, in realtà, sono molto simili.

Google, al contrario, ha denominato Gemini sia il modello linguistico utilizzato, che l’esperienza fornita dall’AI. Il cambio di nome da Bard a Gemini nasconde quindi la volontà di Google di semplificare la vita degli utenti.

Basta conoscere un solo nome, per l’appunto Gemini, per avere accesso a tutte le funzionalità e all’intera esperienza.

È doveroso però sottolineare che, di modelli linguistici Gemini, ne esistono tre diversi. Esiste infatti Gemini Nano, ma anche quello Pro e quello Ultra.

I diversi modelli rappresentano diversi livelli di sviluppo: Nano è pensato per smartphone e dispositivi mobili, mentre Pro andrà a coincidere col vecchio Bard.

Gemini Ultra è invece associato ad una novità, ossia l’esperienza Advanced.

Cos’è Gemini Advanced?

La versione Pro, più nel dettaglio, necessita di grandi dimensioni, ed è per questo che non è indicato per dispositivi mobili.

Sia Pro che Nano sono comunque modelli linguistici coi quali si potrà comunicare, ricevendo in risposta non solo contenuti testuali, ma anche audio, immagini, video e altri contenuti.

Ma la vera novità è rappresentata da Gemini Advanced. Più che un semplice modello linguistico, Google lo definisce come un’esperienza, che si basa sul modello linguistico Ultra 1.0.

Advanced è nato come risposta a GPT4, in quanto si tratterà di una versione premium (che, come vedremo a breve, verrà concessa solo ai clienti paganti).

Per tutti coloro che utilizzeranno Gemini da pc, invece, sarà possibile utilizzare la versione Pro di Gemini in maniera totalmente gratuita.

Tuttavia, utilizzare Advanced significa poter sfruttare un modello linguistico avanzatissimo, l’Ultra 1.0. Questo modello non solo è molto più rapido, ma permette anche di ottenere risposte più elaborate e complesse.

Si potrà comunicare con Gemini Advanced fornendo complessi prompt, per ottenere risposte altrettanto complesse e accurate.

I costi per il nuovo servizio avanzato

Come anticipato, l’utilizzo di Gemini Advanced non è gratuito. Verrà concesso solamente agli abbonati al servizio Google One AI premium.

Utilizzare il modello linguistico Ultra 1.0 costerà agli interessati 19.99 dollari mensili. Dunque, i nuovi servizi costeranno più di un semplice abbonamento Google One Premium, che continuerà ad affiancare il nuovo piano.

Il semplice Google One Premium non permetterà però l’accesso ai servizi AI di Google.

In Italia, il costo previsto è pari a 21.99 euro mensili, grazie ai quali si potranno ottenere anche 2TB. Inoltre, il piano prevede due mensilità di prova totalmente gratuite.

Acquistando il nuovo piano di abbonamento, si potrà contare non solo su Gemini Advanced, ma anche sull’implementazione dell’AI a tutti i servizi Workspace.

Chi non intende sottoscrivere l’abbonamento, comunque, potrà utilizzare Gemini Pro gratuitamente, semplicemente sfruttando il proprio account Google.

La nuova app per Android

Al momento dell’annuncio di Gemini come nuovo nome del vecchio Bard, Google ha inoltre annunciato l’ennesima novità. Questa coinciderà col lancio di un’applicazione tutta nuova, destinata agli smartphone con sistema operativo Android.

L’app in questione servirà per sostituire il vecchio Assistente Google, in modo che Gemini possa diventare il nuovo assistente virtuale Android.

Sarà ancora possibile attivare l’assistente semplicemente pronunciando le parole “Hey Google”, ma a rispondere sarà ora Gemini.

L’Intelligenza Artificiale, tra l’altro, verrà aggiunta a breve ad altri prodotti Google, come Gmail, ma anche Presentazioni, Documenti e altri applicativi Workspace.

Cosa può fare Gemini?

Gli ambiti di applicazione di Gemini, al pari degli altri chatbot di Intelligenza Artificiale, sono moltissimi.

Si può sfruttare in ambito pubblicitario, sia per l’ottimizzazione di contenuti che per le analisi di mercato. È inoltre possibile sfruttarlo per creare piani di business ed effettuare ricerche di parole chiave.

Gemini è anche molto utile a chi si occupa di creare testi e contenuti. Oltre a fornire aiuto nell’ottimizzazione, può revisionare il testo fornito e generare consigli per migliorarlo. È anche utile nella produzione di testi brevi e poco personalizzati, come email o brevi annunci.

Inoltre, Gemini è anche in grado di analizzare contenuti multimediali e di creare codici.

Come utilizzare l’AI di Google

Iniziare ad utilizzare Google Gemini è abbastanza semplice. Il consiglio è quello di sfruttare la sua versione desktop, semplicemente collegandosi al sito ufficiale del chatbot AI di Google.

Per farlo, bisognerà possedere un account Google gratuito: come detto, gli utenti non paganti avranno a disposizione la versione Pro del modello linguistico. Una volta effettuato l’accesso, basta sfruttare l’interfaccia per fornire i comandi all’Intelligenza Artificiale.

La barra per comunicare in maniera diretta con Gemini si trova in basso, e basta digitare la propria richiesta per ottenere la risposta dal chatbot.

Le richieste possono essere generiche, e in questo caso si riceverà una risposta sommaria. Possono però anche essere molto più approfondite e specifiche, e in questo caso Gemini fornirà una risposta molto più elaborata.

In caso di risposte non soddisfacenti, grazie al comando “Modifica bozza” possiamo chiedere a Gemini di riformulare la risposta.

Tuttavia, in alcuni casi, è più profittevole riformulare di sana pianta la richiesta, specificando ulteriormente le esigenze. In ogni caso, quando si formula una richiesta è bene puntare sulla semplicità.
AI è pur sempre acronimo di Intelligenza Artificiale: comandi semplici e diretti funzioneranno meglio rispetto a frasi e richieste complesse. Si otterranno quindi migliori risposte con richieste non eccessivamente complesse.

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