Criptovalute: la lista nera statunitense che scuote il mercato

Criptovalute - la lista nera statunitense

Criptovalute: la lista nera statunitense che scuote il mercato

Criptovalute e titoli finanziari: quale differenza?
La risposta alla domanda è essenziale per l’autorità federale americana chiamata a vigilare sui mercati dei titoli e sugli agenti. L’ente, comunemente conosciuto con l’acronimo Sec, ha stilato un elenco di token e coin da sottoporre a vigilanza a tutto vantaggio degli investitori. Le monete virtuali comprese in questa lista nera statunitense stanno mettendo in crisi non pochi investitori. Vediamo dunque in cosa consiste questo attacco che sta scuotendo il mercato.

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Criptovalute e le ragioni dell’attacco agli exchange

La Sec è attualmente attiva nel fermare gli exchange impegnati nella compravendita di criptovalute segnalate. Queste criptovalute in realtà sono azioni e necessitano di strumenti finanziari diversi rispetto al mercato delle crypto. La lista nera statunitense che sta scuotendo il mercato è guidata da Gary Gensler: a comando della Sec si sta ponendo una serie di obiettivi sulle crypto. Tra questi il più importante riguarda la tutela dei risparmiatori bisognosi di muoversi al sicuro nella cripto-industria. Per ottenere questo risultato risulta evidente la necessità di separare le criptovalute autentiche da quelle fittizie. Queste ultime, per caratteristiche strutturali, sono degli strumenti finanziari e come tali vanno trattati.

Come agisce la Sec sulla criptovalute?

La Securities and Exchange Commission è un organismo federale degli Stati Uniti. Vigila sul mercato dei titoli e sulle monete virtuali e  verifica che l’attività degli agenti si svolga o meno nel rispetto della legge. Le sue attività sono molto simili a quelle svolte in Italia dalla Consob: anche la Sec controlla che le negoziazioni si svolgano in maniera corretta. Sono nel mirino anche le piattaforme di scambio e in generale gli operatori di criptovalute che hanno venduto crypto senza effettuare l’iscrizione ma anche quelli che non sono stati trasparenti nel fornire le informazioni finanziarie. L’organo di vigilanza per le criptovalute prevede per gli interessati la possibilità di chiarire la propria posizione ed eventualmente di sanarla. D’altro canto gli exchange accusano la Sec e in generale gli Stati Uniti di non essere al passo degli altri paesi per quanto riguarda i regolamenti sugli investimenti digitali.

Chi finisce sulla lista nera criptovalute

I token e i coin sui mercati finanziari nordamericani sono tantissimi e tra questi 68 sono stati per ora riconosciuti come autentici strumenti finanziari. Al fine di proteggere investitori e risparmiatori sono segnalati e inseriti in una black list USA crypto o lista nera criptovalute che possa essere consultata liberamente da chiunque. È questo l’impegno assunto dalla Sec e che sta continuando a svolgere intensificando la sua attività. Tra queste 68, almeno 53 sono criptovalute solamente di facciata perché in realtà sarebbero delle securities. Il numero è considerevole soprattutto se si pensa che al suo interno troviamo anche le top 20. Queste criptovalute rischiano di essere bannate dai mercati finanziari attraverso un elenco in continuo aggiornamento. Nella lista nera di monete virtuali ci sono anche i titoli non registrati che in quanto tali, secondo le leggi statunitensi, sarebbero illegali.

Una black list crypto in continuo aggiornamento

La Sec ha già inserito almeno 53 criptovalute definitivamente individuate come “securities”. La black list crypto USA è in continuo aggiornamento e comprende:

  • Binance
  • Ripple
  • Cardano
  • Solana
  • Polygon
  • Galaxy Adventure
  • Algo
  • Meta1
  • Cosmos
  • Ripple
  • Ducati

Nel 2022 sono stati attenzionati altri asset digitali gestiti tramite blockchain giudicati dalla Sec come titoli finanziari e che in quanto tali dovrebbero essere sottoposti e diverse tipologie di regolamentazione. Tra questi ci sono Mingo, Netflix, Apple, Google, Twitter e tanti altri.  L’elenco rischia di allungarsi rapidamente tanto che recentemente è andato a coinvolgere anche Coinbase. Le verifiche sono in atto dal 2017 e con il passare degli anni si sono intensificate e appesantite fino alla creazione di una lunga lista nera di criptovalute.

Sono attenzionati anche i mirror assets

La black list Sec si sta allargando sempre di più perché ha iniziato a comprendere anche i “mirror assets” ottenuti da Mirror Protocol. Quest’ultima è la piattaforma che permette ai commercianti di criptovalute di svolgere attività finanziarie tradizionali.  Tecnicamente viene definito come “protocollo DeFi” in grado di creare “mirrored assets” ovvero delle rappresentazioni di asset reali. Gli utenti possono interagire con il protocollo dove troveranno degli stock aziendali, ma anche Trust, fondi e ovviamente cryptovalute. Gli asset generati da questo protocollo sono sintetici,  in grado di replicare altri prodotti finanziari. Tra questi ci sono mMicrosoft, mGoogle, mApple ed mBaba.

La lista nera USA crypto scuote il mercato

I mercati sono scossi da questo clima di controllo messo in atto in USA dalla Sic. C’è una grande incertezza che influisce negativamente sulle transazioni. Sono in atto dei ribassi in media del 10% che però si alzano notevolmente durante il fine settimana. La previsione è quella di una quotazione al ribasso delle crypto incriminate soprattutto di quelle che sono a rischio concreto di essere messe al bando. In tutto questo i Bitcoin attualmente in circolazione stanno uscendo dai mercati, tutti gli altri si trovano in wallet crypto privati. Del resto ormai le criptomonete sono finite anche nel mirino della UE che le ha accusate di utilizzare una quantità di energia esagerata. 

Conclusioni

Abbiamo iniziato questo contributo con una domanda sulla differenza tra criptovalute e securities. Abbiamo affrontato la questione dal punto di vista della Sec e compreso come negli Stati Uniti il mercato delle crypto sia attualmente in grossa fibrillazione. La lista nera statunitense criptovalute si sta allargando continuamente. Ciò che rende la situazione così incerta è la tendenza dell’organo di vigilanza americano ad allargare la lista con il passare del tempo facendola diventare sempre più fitta. In più ad essere attaccati sono anche gli exchange che permettono la compravendita delle crypto messe al bando. La situazione degli Stati Uniti è preoccupante anche per via della poca liquidità ma non va meglio in Canada. Qui Il CSA, Canadian Securities Administrators, si sta muovendo attivamente per inserire norme nuove e obblighi più stringenti. Il ritiro di Binance dal mercato canadese è sicuramente uno dei primi effetti concreti di questa nuova policy.

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