Community Based Marketing: 3 formidabili esempi

Community Based Marketing - tecniche

Community Based Marketing (CBM): requisiti e vantaggi

Oggigiorno si sente sempre più spesso parlare del CBM, acronimo di Community Based Marketing. Gli esperti del settore hanno già familiarità con questo termine, ma i meno ferrati in materia di pubblicità e sponsorizzazioni potrebbero non averne mai sentito parlare.

In sostanza, si tratta dell’attività pubblicitaria basata sulla community. Ci si prodiga per creare una vera e propria cerchia, una comunità che sia fedele al marchio (o al prodotto o servizio) che si intende pubblicizzare. Il Community Based Marketing è uno strumento pubblicitario molto potente. Permette infatti di fidelizzare i clienti, aumentare le loro interazioni col marchio e, ovviamente, di promuovere le vendite, aumentandole.

Dato la sua capacità di migliorare le entrate e di aumentare il numero di clienti e di vendite, oggi ne analizzeremo i dettagli. Scopriremo in questa guida cos’è il Community Based Marketing e vedremo alcuni esempi che ci faranno comprendere le sue potenzialità.

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Cos’è il Community Based Marketing

Iniziamo dalle basi e cerchiamo di capire sia cos’è il Community Based Marketing sia tutti i requisiti che lo rendono fattibile.

Possiamo definire in parole semplici il CBM come una strategia pubblicitaria. Il suo obiettivo fondante è quello di coinvolgere i clienti, creando una community di fedeli.

Per creare tale comunità, si possono utilizzare sia attività sul web che offline, adottando un approccio multicanale. Dato che i clienti si troveranno a diventare una vera e propria comunità, questo tipo di pubblicità permette di renderli attivi nel processo pubblicitario stesso.

In questo modo, si crea un vero e proprio legame tra il brand, il prodotto e/o il servizio offerto e i clienti stessi. Così diventano partecipi e sono chiamati a collaborare, diventando parte attiva della strategia pubblicitaria di un marchio.

I requisiti per il CBM

È ovvio che per poter funzionare, il Community Based Marketing prevede dei requisiti, che dobbiamo ritrovare a livello ambientale.

Dato che gli esseri umani sono per natura portati alla socializzazione, il CBM può diventare uno strumento potentissimo. Si basa infatti sulla creazione di interazioni e conversazioni con gli utenti.

Tuttavia, si tratta di uno strumento che non solo richiede costanza e molto tempo, ma anche un terreno virtuale adeguatamente preparato.

Il primo requisito riguarda la comunità stessa: è fondamentale sapere nel dettaglio quali sono gli utenti che compongono il target di riferimento. Per creare una community solida, infatti, si deve necessariamente partire da esigenze, desideri e interessi dei potenziali clienti che andranno a costituirla.

Il Community Based Marketing ha inoltre bisogno di una piattaforma specifica, anche virtuale, che permetterà di riunire tutti i membri della comunità. Ancor meglio se privata, magari creata su un apposito sito, deve ovviamente essere semplice e intuitiva da utilizzare.

In alternativa, o parallelamente, il CBM può sfruttare piattaforme social per riunire la propria comunità.

Una volta individuati interessi, obiettivi e necessità del pubblico, è possibile iniziare a creare per loro dei contenuti. Questi devono ovviamente essere di valore e devono, soprattutto, essere in grado di coinvolgere.

Come stimolare le interazioni

Il Community Based Marketing non può infatti fare a meno delle interazioni, dato che è su queste che si basa. I contenuti dovrebbero quindi essere adatti a stimolare l’interazione del pubblico.

In tal senso, è fondamentale non solo puntare su contenuti popolari, come video, e che stimolino all’azione, come i sondaggi. È altresì importantissimo incoraggiare la comunità intera alla condivisione di opinioni ed esperienze.

È così che si stimolerà la comunità a prendere parte alla discussione.

Per essere certi di aver creato un ambiente idoneo allo sviluppo del Community Based Marketing, poi, sarà necessario monitorare i risultati ottenuti.

In questo modo, si potranno individuare i contenuti migliori sui quali puntare in futuro per migliorare l’interazione da parte dei membri della community.

Tre esempi di Community Based Marketing di successo

Sebbene sia applicabile praticamente a tutti i settori, ci sono diversi ambiti in cui il Community Based Marketing rende meglio. Pensiamo per esempio alla vendita al dettaglio, ma anche a settori come quello dell’intrattenimento.

Per capire come il CBM può influire positivamente, pensiamo al celebre caso della Lego. Il marchio ha creato una vera e propria comunità, con tanto di nome: si chiama Lego Ideas.

La community Lego è addirittura chiamata a partecipare alla creazione dei prodotti, facendo le proprie proposte o votando quelle già inserite. In Lego Ideas si possono lasciare commenti e feedback, e anche le proposte degli utenti vengono realizzate.

Quelle più votate, infatti, vengono realizzate.

Anche Adidas utilizza il Community Based Marketing e, come Lego, ha fondato una community esclusiva. Si tratta dell’Adidas Creator’s Club, che coinvolge i partecipanti permettendo loro di accedere a diversi vantaggi.

I membri potranno ottenere sconti esclusivi, riservati interamente alla comunità attiva.

Tra gli esempi più interessanti di CBM, infine, abbiamo quello di Harley Davidson, basato sulle attività offline.

Più che alla creazione di una community, il brand ha creato una vera e propria tribù, basata su ritrovi reali e non online. Gli estimatori e i possessori di una Harley possono incontrarsi ai diversi raduni che vengono organizzati ogni anno.

E l’esperienza continua sui social media, dove generalmente gli utenti condividono foto e video degli eventi offline.

I vantaggi del CBM

Concludiamo adesso con un’analisi dei vantaggi che il Community Based Marketing apporta a brand, servizi e prodotti.

Innanzitutto, poter ricevere feedback e commenti, se questi vengono lasciati sui social media, aumenta l’engagement ai post e al profilo.

Inoltre, grazie alle recensioni e ai contenuti generati dagli utenti, aumenterà la fiducia nel marchio, anche da parte di coloro che non lo conoscono ancora. Poter contare su commenti e feedback genuini, realizzati da clienti reali (e paganti), potrebbe incidere positivamente sulla decisione di acquisto finale.

Inoltre, il Community Based Marketing permette di dare la parola ai clienti. Analizzando la loro esperienza è possibile ottenere preziose informazioni su servizi apprezzati e aspetti da migliorare.

Infine, grazie al CBM, i clienti diventano parte attiva: potersi esprimere migliora decisamente la loro esperienza col brand. Il che avrà sicuramente un impatto positivo sulla fedeltà che il cliente garantirà in futuro al brand.

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