Strategie e azioni per recuperare i carrelli abbandonati

carrelli abbandonati

E-commerce e carrelli abbandonati: strategie mirate

Il fenomeno dei carrelli abbandonati è una sfida comune per gli e-commerce di ogni dimensione. Quando un utente aggiunge articoli al carrello ma non completa l’acquisto si perde un’opportunità di vendita.

Questo comportamento può essere dovuto a una serie di motivi ma è possibile intervenire con strategie mirate per recuperare questi potenziali clienti.

Indice
SEO Manager
Scopri i corsi riconosciuti Miur

Carrelli abbandonati: panoramica generale

Un carrello abbandonato si verifica quando un utente inserisce degli articoli nel carrello di un sito ecommerce ma non procede all’acquisto che accadere per vari motivi, come l’utilizzo del carrello come lista dei desideri, dubbi sull’acquisto, distrazioni o problemi tecnici durante il processo di checkout.

La percentuale di carrelli abbandonati a livello globale è dell’80,68%, un dato significativo che evidenzia un’ampia area di miglioramento per gli e-commerce.

Ma analizzando le diverse industrie, emergono variazioni significative. Per esempio, nel settore della moda, il tasso medio di abbandono è del 81,06%, con una differenza notevole tra le categorie fast fashion e lusso. Allo stesso modo, nel settore del retail e dei viaggi e turismo, le percentuali di carrelli abbandonati mostrano variazioni che dipendono dalle caratteristiche specifiche di ciascun settore e dalle categorie di prodotti offerti.

Perché le persone aggiungono al carrello e poi non acquistano?

Ci sono diversi motivi che portano gli utenti a non completare l’acquisto, tra cui:

  • Utilizzo del carrello come lista dei desideri;
  • Incertezza riguardo al prodotto;
  • Distrazioni durante il processo di acquisto;
  • Problemi tecnici o difficoltà durante il check-out;
  • Sorprese legate alle spese di spedizione o ai costi nascosti;
  • Mancanza di fiducia nel venditore o nei prodotti.

Qual è la differenza tra abbandono del carrello e abbandono del checkout?

Abbandonare il carrello e abbandonare il checkout sono due comportamenti differenti.

Nel primo caso, l’utente ha mostrato interesse per i prodotti, ma potrebbe non essere pronto all’acquisto.
Nel secondo caso, l’utente ha avviato il processo di pagamento, indicando una maggiore intenzione di acquisto.

L’83,76% dei carrelli viene abbandonato da dispositivi mobili, una tendenza significativa considerando il crescente utilizzo di smartphone per navigare e fare acquisti online. Questo dato evidenzia la necessità di ottimizzare l’esperienza d’acquisto sui dispositivi mobili per ridurre i tassi di abbandono e massimizzare le conversioni.

L’e-commerce perde ogni anno €18 miliardi a causa dei carrelli abbandonati, una cifra impressionante che sottolinea l’importanza di affrontare il problema in modo efficace.
Inoltre, l’abbandono del carrello risulta essere un problema più frequente nel settore dell’e-commerce rispetto ai punti vendita fisici, evidenziando la necessità di strategie mirate per migliorare l’esperienza d’acquisto online.

Cause e soluzioni per l’abbandono del carrello

Le principali cause di abbandono del carrello sono per esempio la fase di navigazione, il processo di check-out e le politiche di prezzo e spedizione.

L’aggiunta di costi nascosti è la causa principale di abbandono del processo di check-out, seguita dall’obbligo di creare un account e da un check-out lungo e complicato.
Tali fattori devono essere affrontati con soluzioni mirate per migliorare l’esperienza complessiva dell’utente e aumentare le conversioni.

Efficacia dell’e-mail automation per il remarketing

Le e-mail per il recupero dei carrelli abbandonati registrano un tasso di apertura del 40,10% e un tasso di conversione del 24,18%.
Ciò dimostra di essere uno dei metodi più efficaci per recuperare le vendite perse. Queste e-mail marketing forniscono un promemoria utile agli utenti e li incoraggiano a tornare sul sito per completare l’acquisto a fronte di un codice sconto esclusivo.
Inoltre, il remarketing tramite annunci online può contribuire significativamente a riportare gli utenti sul sito e aumentare le vendite.

Ottimizzazione del processo di check-out

L’ottimizzazione del processo di checkout può aumentare le conversioni fino al 35,62%, un dato che sottolinea l’importanza di semplificare e velocizzare questa fase critica dell’esperienza d’acquisto.
Ridurre il numero di campi da compilare e eliminare eventuali ostacoli tecnici può migliorare significativamente le conversioni e ridurre i tassi di abbandono del carrello.

Strategie per recuperare i carrelli abbandonati

Esistono diverse strategie efficaci per recuperare i carrelli abbandonati.
Le illustriamo di seguito.

Serie di e-mail automatiche
Invio di una serie di e-mail che ricordano all’utente il contenuto del carrello e offrono incentivi per completare l’acquisto.

Popup di uscita
Utilizzo di popup che appaiono quando l’utente sta per lasciare il sito senza completare l’acquisto, offrendo sconti o altri incentivi.

Retargeting con annunci pubblicitari
Mostrare annunci pubblicitari agli utenti che hanno abbandonato il carrello, per ricordare loro i prodotti e incoraggiarli a tornare sul sito.

Offerta di assistenza via chat
Fornire supporto in tempo reale tramite chat per risolvere eventuali problemi e incoraggiare gli acquisti.

Creare un senso di urgenza
Usare offerte a tempo limitato o altri incentivi per spingere gli utenti a completare l’acquisto prima di perdere l’opportunità.

La migliore strategia per carrelli abbandonati dipende dal contesto.

Non esiste una strategia universale per recuperare i carrelli abbandonati, ma è importante adattare le tattiche alle caratteristiche del proprio business.
Fattori come il valore medio del carrello, il tipo di prodotti venduti e il grado di fiducia dell’utente possono influenzare l’efficacia delle strategie adottate.

Esempi di strategie per recuperare i carrelli abbandonati e massimizzare le vendite

Aggiungere uno sconto alle email di recupero dei carrelli abbandonati può essere un’ottima strategia per incentivare gli acquisti.

Lo sconto può essere presentato in varie forme, come uno sconto percentuale sul totale dell’acquisto o una riduzione del prezzo su un articolo specifico nel carrello. Ed è poi altrettanto importante utilizzare gli sconti con cautela, in modo da non compromettere eccessivamente i margini di guadagno.

Inoltre, evidenziare un senso di urgenza, utilizzando frasi come “stock limitato” o “solo 3 giorni rimasti“, può aiutare a creare un impulso d’acquisto e incrementare le vendite.

Poi, prima di ottimizzare la strategia email per il recupero dei carrelli abbandonati, è essenziale analizzare il processo di acquisto per individuare le possibili criticità.

Strumenti come Mouseflow consentono di monitorare il comportamento degli utenti durante il processo di pagamento, mentre segmenti personalizzati in Google Analytics offrono preziose informazioni sulle conversioni del sito.

Poi, comprendere dove si perdono i potenziali clienti permette di intervenire con precisione, migliorando l’esperienza d’acquisto e aumentando le probabilità di conversione.

Email marketing: il potere della comunicazione diretta per i carrelli abbandonati 

L’email marketing rimane uno degli strumenti più efficaci per recuperare i carrelli abbandonati e massimizzare le vendite. Secondo le statistiche, un’azienda può riuscire a recuperare tra il 5 e l’11% delle vendite tramite l’invio di email di recupero.

Una buona pratica è inviare una serie di tre email nell’arco di una settimana, in modo da mantenere l’interesse dell’utente senza risultare invadenti.
Le email di recupero dei carrelli abbandonati dovrebbero includere uno sconto o un incentivo per completare l’acquisto, insieme a una call to action chiara e persuasiva.

Esempi pratici di email efficaci per carrelli abbandonati

Alcune aziende hanno sviluppato strategie di recupero carrello abbandonato particolarmente efficaci. Eccole in elenco in seguito.

Chubbies Shorts: usare uno stile vivace e amichevole nelle email di recupero, senza offrire uno sconto ma creando un’esperienza divertente per l’utente.

PrideBites: inviare una serie di sei email con sconti crescenti nel tempo, mantenendo un equilibrio tra il recupero delle vendite e il rispetto dell’utente.

Brother Moto: utilizzare una comunicazione semplice ma efficace, con un forte senso di urgenza per spingere l’utente a completare l’acquisto.

Lancia la tua carriera digitale
Social Media Manager
Scopri il corso con certificazione riconosciuta
SEO Specialist
Scopri il corso con certificazione riconosciuta

Lascia un commento